Francesco Soave e il trattato pedagogico della Methodus studiorum
L’influenza della famiglia Riva di Lugano nei collegi somaschi della Lombardia austriaca in una prospettiva europea
Corzuol DanielaPadre Francesco Soave c.r.s. (1743-1806), di Lugano, letterato, filosofo, grammatico, pedagogista, insegnante, riformatore delle scuole normali della Lombardia austriaca, è ritratto nella sua figura imponente ed altera sulla copertina di questo volume.
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Padre Francesco Soave c.r.s. (1743-1806), di Lugano, letterato, filosofo, grammatico, pedagogista, insegnante, riformatore delle scuole normali della Lombardia austriaca, è ritratto nella sua figura imponente ed altera sulla copertina di questo volume.
Un Soave riservato, schivo, lontano dalla vita di corte, rivolto alla conoscenza del vero, un letterato convinto che il raggiungimento e la costruzione della propria perfezione è possibile operando su se stessi grazie allo studio costante e indefesso: unico modo per ampliare gli orizzonti della conoscenza universale. Soave è ligio ai propri doveri di religioso somasco: i simboli nel ritratto gliene danno ragione, la mano destra regge la penna retorica della conoscenza universale, la mano sinistra è atteggiata ad indicare le tre virtù teologali: fede, speranza e carità sullo sfondo delle sue opere di filosofia, probabilmente le Istituzioni di logica, metafisica ed etica introdotte da un volumetto dell’Abecedario simbolo del principio del linguaggio, opere che lo confermano ancora una volta maestro, filosofo e scienziato. Un dipinto molto probabilmente realizzato quando l’illustre padre somasco, alla fine del 1803, fu nominato professore sulla cattedra di Analisi delle Idee presso l’Università di Pavia.
Al lettore è proposta per la prima volta un’analisi organica della vita e delle opere di Francesco Soave da un punto di vista comparatistico, che si è dimostrato fondamento essenziale per intrecciare di volta in volta gli argomenti trattati nei singoli paragrafi. Particolare analisi è stata dedicata all’influenza che ha esercitato il trattato della Methodus studiorum, diffusa nel 1741 in tutti i collegi e case somasche dal neoletto preposito generale padre Giovanni Battista Riva, sulla vita dell’illustre letterato, filosofo e riformatore delle scuole normali nella Lombardia austriaca. Studioso che si è ampiamente adoperato alla realizzazione del bene comune della società borghese emergente cominciando dalla base, dai germi educativi della società siti nella scuola di ieri e di oggi. Fu grazie alla sua attività di riformatore che introdusse per la prima volta in Italia attraverso il testo didattico il pensiero filosofico espresso nell’Essay Concerning Human Understanding di John Locke.
L’influenza della famiglia Riva di Lugano sull’Ordine somasco nel Settecento fu grande. Fu padre Gian Pietro Riva che volle Francesco Soave nell’Ordine per le sue spiccate qualità di letterato. La famiglia Riva diede un gran numero dei suoi membri all’Ordine garantendone prestigio e sopravvivenza. I fratelli Riva – padre Giovanni Battista e padre Gian Pietro – si prodigarono per la beatificazione e la canonizzazione del loro Padre fondatore san Girolamo Miani, patrono degli orfani. I Riva che entrarono a far parte dell’Ordine somasco guidarono i collegi somaschi di maggior prestigio, dimostrandosi abili diplomatici, creando una rete di supporto che si mostrò particolarmente efficace dal punto di vista politico-amministrativo, si spesero con entusiasmo anche nella diffusione della lingua e cultura italiana attraverso i collegi, gli orfanotrofi ed i circoli letterari proiettando il loro sapere sul panorama culturale europeo.